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  • GNUpress 12:39 il 21 December 2010 Permalink | Rispondi
    Etichette: , , google chrome, privacy, ,   

    Mozilla: nel 2011 tecnologia per la non tracciabilita’ web! 

    La questione della  privacy on-line continua sempre di piu’ a preoccupare gli utenti! La Mozilla Foundation  e’ molto sensibile a questa problematica ed ha deciso di adottare tutti i rimedi necessari per  rendere sicura, da fornitori di annunci e tracker web “maligni”,la nostra esperienza di navigazione!
    “La tecnologia che supporta qualcosa come un pulsante ‘Do Not Track’  è necessaria e sara’ consegnata nella prima parte del prossimo anno” Cosi riferisce Gary Kovacs  amministratore delegato Mozilla. “L’utente ha bisogno di avere tutto sotto controllo.
    La maggior parte dei siti web, in particolare quelli supportati da piattaforme di advertising, utilizzano tecnologia di tracking della cronologia del browser per personalizzare il tipo di annunci presentati agli utenti.
    Google non e’ molto favorevole all’idea Mozilla.L’idea di ‘Do Not Track’ è interessante, ma non sembra essere una soluzione che incide realmente su ciò che ‘tracking’ in realtà e’…”
    Anche Internet Explorer 9 sta  pianificando di introdurre un controllo privacy  manuale nel 2011. Chrome e Safari non si sono espressi  sulla questione, anche se esiste un’estensione Chrome che cerca di risolvere il problema.

     

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  • GNUpress 10:29 il 20 December 2010 Permalink | Rispondi
    Etichette: , app, , , privacy, ,   

    Attento la tua APP ti spia 

    La ricerca condotta dal Wall Street Journal ha del sorprendente! Analizzato piu’ di cento applicazioni  per iPhone e Android e’ emerso che oltre la meta di queste trasmetteva dati personali degli utenti a terzi!In particolare  56 applicazioni trasmettevano l’identificativo del telefono senza richiedere alcun consenso. 47 applicazioni hanno trasmesso la localizzazione  e 5 hanno dato informazioni  su dati personali come eta’ e sesso!
     
  • GNUpress 18:18 il 15 December 2010 Permalink | Rispondi
    Etichette: FBI, , OpenBSD, , privacy,   

    OpenBSD: sviluppatori pagati dall’FBI per compromettere la sicurezza del sistema. 

    Sembrerebbe che degli sviluppatori OpenBSD durante il 2000-01 abbiano accettato denaro da parte  dall’ FBI per compromettere la sicurezza di OpenBSD. In particolare pare si tratti dello stack IPSEC  e di un Backdoor inserito volontariamente al suo interno. In pratica la sicurezza di rete di OpenBSD veniva resa vana attraverso codice malevolo inserito volontariamente dai programmatori. Il fatto, se vero è gravissimo! Queste pesanti accuse sono mosse dal fondatore di OpenBSD, Theo de Raadt, pare che abbia ricevuto una email dove (un ex-dipendente) viene spiegato l’accaduto e menzionato il gruppo di sviluppatori corrotti!
     
  • GNUpress 13:27 il 14 December 2010 Permalink | Rispondi
    Etichette: , , , , privacy, , , Stallman,   

    Stallman contro CromeOS 

    Richard Stallman esprime idee molto negative nei riguardi di ChromeOS! Il motivo di questa contrarietà risiede nella natura cloud  del sistema operativo Google! Caratteristica che costringe  a memorizzare i dati dell’utente su un server esterno, piuttosto che su un computer sotto controllo personale. Non si può dire che tale atteggiamento  sia una sorpresa per  chi segue le dichiarazioni di  Stallman. Nel 2008, ha già messo in guardia sulla trappola che comporta il fenomeno del cloud computing . Nella fattispecie  sconsiglio l’utilizzo di Gmail per la custodia esclusiva di file personali. Le dichiarazioni di Richard sono fondate anche da un aspetto prettamente  legale collegato alla privacy degli utenti! Negli Stati Uniti gli enti governativi possono, in teoria,   accedere senza mandato ai server delle società che custodiscono  file e documenti  personali!

     

     

     

     
  • GNUpress 06:52 il 24 November 2010 Permalink | Rispondi
    Etichette: , , , privacy,   

    Diaspora apre i battenti 

    Il  Social network open source Diaspora ha iniziato a rilasciare i primi  inviti per la versione alpha. Diaspora nasce come alternativa open a facebook, ponendosi come obiettivo fondamentale la tutela della privacy per gli utenti! Ma non si fermano a questo le differenze con facebook, Diaspora offrira’ tanta personalizzazione, una completa liberta’ di gestire i dati personali e i contatti, oltre che un codice aperto!
     
    • roberto 13:54 il 24 novembre 2010 Permalink | Rispondi

      come si pone diaspora con la classificazione delle amicizie?
      e’ possibile distinguere tra livelli di amicizia?
      ciao

      • GNUpress 16:11 il 24 novembre 2010 Permalink | Rispondi

        Una delle caratteristiche di Diaspora sarà proprio quella di poter classificare le amicizie! Scegliendo eventualmente per quale categoria e da quale gruppo di utenti sarà possibile ricevere una richiesta!

    • Ettore 21:41 il 26 novembre 2010 Permalink | Rispondi

      Come faccio ad iscrivermi a Diaspora?

  • GNUpress 16:58 il 18 October 2010 Permalink | Rispondi
    Etichette: Censura, privacy,   

    Le apps facebook violano la privacy degli utenti! 

    Un ‘indagine del Wall Street Journal  ha rivelato che tutte e dieci le applicazioni più popolari di Facebook, tra cui Farmville, il Texas Holdem Poker e FrontierVille, si accaparrano in modo improprio del numero ID di un utente che poi  trasmettono a terzeparti. 

    Farmville solo con solo 59 milioni di giocatori vede  un numero enorme di utenti  interessati. Queste aziende di terze parti possono poi interfacciare  le informazioni con dati pubblici,  per costruire profili dettagliati dei singoli utenti. Il possesso di ID univoco di un utente consente a un’azienda di cercare l’utente, anche se le impostazioni di privacy dell’utente sono le più restrittive tra quelle consentite in facebook.  Secondo il WSJ, le applicazioni stanno inviando  informazioni sugli utenti ad almeno 25 organizzazioni esterne. Si dice che una società di raccolta dei dati, la RapLeaf, venda gli ID utente raccolti. RapLeaf sostiene che questo è stato un errore.

    Facebook dice di aver  esaminato il rapporto WSJ, e conferma   che  le violazioni siano in atto, aggiunge che   si adopererà per risolvere il problema.
    l’indagine del WSJ!
     
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