Apple si “comprime” ancora di più!

È un pò un paradosso per un’azienda che dice di  utilizzare e contribuire al software libero, l’estrema chiusura verso qualsiasi cosa che non venga da se stessa, trattasi di applicazioni, sviluppatori o hardware! È una vision che ha dato anche un notevole successo economico alla casa di Cupertino ma chiudendosi così tanto con modi anche estremi, Apple arriverà letteralmente a comprimersi! L’ultima occasione di “openofobia” sta nelle nuove regole vigenti sull’ AppStore che in pratica escludono la maggior parte dei progetti esterni e soprattutto open source: non sono permesse versioni beta, niente piattaforme che scaricano le dipendenze (addio a Java), non sono permessi  software che possono essere aggiornati (niente Google Chrome), che  “non duplicano funzionalità ” di altre applicazioni,  che non sottostanno ai permessi del superuser, che installano driver, che toccano archivi al di fuori dei suoi pacchetti, che non mostrano una copia della licenza, che permettono di aprire archivi illegali o porno (Dropbox?).
La prima  persona  a protestare è stata Mike Beltzner, direttore di Firefox, per quel che  riguarda la distribuzione di  versioni beta agli utenti. L’AppStore come unico mezzo di distribuzione di applicazioni  pone la parola fine a tanti progetti open source per OsX e mette mano seriamente ai valori morali e ideologici dell’utente!